In balia dell’Atlantico: un po’ di cuore alle Faroe

Martina alle Isole Faroe

Ho colto l’occasione (e la scusa) dell’arrivo dei miei 30 anni tondi per farmi questo regalone e andare a visitare uno di quei posti su cui fantasticavo sempre guardando la cartina geografica che era appesa accanto alla mia scrivania.

Martina e Riccardo hanno partecipato al viaggio Isole Faroe: Fly and Drive nel Nord Atlantico

Premetto che non siamo molto viaggiatori ed è stato il nostro primo viaggio così a nord, forse proprio per questo per noi lo stupore nel vedere un posto così bello e particolare è stato doppio.

Il nostro primo giorno alle Isole Faroe c’ha accolto con un tempo da lupi, pioggia e un vento fortissimo ma ci siamo infilati i nostri k-way e siamo partiti per il trekking al lago Leitisvatn. E’ stato veramente emozionante con quelle raffiche di vento e il mare mosso che si infrange su quelle scogliere, ci si rende conto di cosa vuol dire essere delle piccole isole in balia dell’Atlantico. Abbiamo proseguito la giornata con la visita a Gasadalur dove il tempo ci ha fatto un bel regalo ed è arrivato il sole: credo che la visita alla cascata sia stata una delle cose preferite del viaggio, con il sole che ogni tanto faceva apparire l’arcobaleno tra le gocce d’acqua e le raffiche di vento che la facevano andare all’insù anziché in giù.

Il secondo giorno gita in barca alle scogliere di Vestmanna, purtroppo le pulcinelle di mare non erano ancora arrivate ma comunque abbiamo visto fulmari, urie nere, e due sule. Nel pomeriggio siamo andati a Thorshavn a visitare Tinganes, il forte con il faro e siamo andati alla libreria a comprare qualche ricordino da portare a casa.

Il terzo giorno ci siamo dedicati alla visita dei villaggi del nord: arrivati a Vidareidi il tempo era splendido e incamminandoci per il sentiero che porta a Villingardalsfjall il panorama ci ha lasciato senza fiato. Abbiamo proseguito l’itinerario con Gjogv (purtroppo alla guest house era in corso un grande pranzo così abbiamo mangiato a sacco), poi Eidi ed infine Saksun.

Il quarto giorno abbiamo preso il traghetto per Nolsoy, abbiamo visitato il colorato paesino e abbiamo fatto il trekking al faro piacevolmente in solitudine, o meglio con la sola compagnia delle pecore, proprio quello che cercavamo da un viaggio non convenzionale e lontano dal turismo di massa.

Ci siamo veramente innamorati di queste isolette, perchè come le ha definite un signore che alloggiava all’hotel con noi sono proprio “fairy tale”. Siamo tornati a casa lasciando là un po’di cuore e fantasticando di vivere in una casetta dal tetto d’erba lontano dalla frenesia che invece ci aspettava a casa.

Colgo l’occasione per ringraziare Daniela e le altre persone che hanno reso possibile la realizzazione di questo nostro desiderio.

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