Si apre in una nuova scheda
Il Tour Operator di Overland

Cina: quattro luoghi fuori dai grandi flussi turistici

I nostri consigli di viaggio

Villaggio Hakka

Cina: quattro luoghi fuori dai grandi flussi turistici

24 Agosto 2026

Villaggio Hakka

This is a lead paragraph that serves as a catchy introduction to your blog post. You can easily make it dynamic for each blog post with a custom field.

Le nostre proposte di viaggio

09
aprile2027
Villaggio Hakka

−100 € fino al 30/10

13
maggio2027
Cina-risaie Yunnan

Nuova data

Tutti i consigli

Xiamen, i tulou hakka, Wuyishan, Quanzhou: sono quattro tappe del nuovo Gruppo Overland “Oltre la Grande Muraglia”, in partenza il 9 aprile 2027, che restano ancora fuori dai grandi flussi turistici che invadono la Cina più celebre. Ognuna ha una storia diversa da raccontare — un villaggio che lavora ancora il proprio tè, case-fortezza abitate da secoli, montagne che hanno dato i natali a una filosofia, un tempio che ha assorbito culture diverse invece di respingerle.

Xiamen: il villaggio che non ha mai smesso di lavorare

Xiamen non è un borgo conservato sotto una teca. È il punto di partenza della “Via del Tè”, una rotta commerciale lunga circa 13.000 km che dal XVII secolo collegava questa valle del Fujian fino alla Russia, correndo parallela alla più celebre Via della Seta — e durante le dinastie Ming e Qing è stato il più importante centro di distribuzione del tè di tutto il Fujian settentrionale. Uno studio pubblicato sul Journal of Rural Studies ha analizzato perché il villaggio, a differenza di tanti altri, non si sia trasformato in una scenografia vuota per turisti: la sua struttura urbana conserva ancora lo schema “bottega davanti, laboratorio dietro”, che ha permesso alle famiglie di continuare a lavorare e vivere del proprio tè nei cortili storici, invece di cedere lo spazio al turismo. Il risultato è un paese che il tè lo produce ancora, non lo ricorda soltanto. Il Gruppo Overland lo visita nel cuore del suo itinerario a Wuyishan, insieme alla montagna e alle sue piantagioni

Cina Xiamen Vecchia

I tulou hakka: “piccoli regni” in cui si dorme ancora all’interno

Il sito UNESCO Fujian Tulou comprende 46 case di terra costruite tra il XV e il XX secolo, distribuite su circa 120 km nel sud-ovest del Fujian, tra risaie, campi di tè e tabacco. Sono edifici a più piani, circolari o quadrati, rivolti verso l’interno, capaci di ospitare fino a 800 persone ciascuno: costruiti a scopo difensivo attorno a una corte centrale, con un solo ingresso e finestre solo dal primo piano in su, venivano chiamati “piccoli regni di famiglia” o “città prospere in miniatura”. All’esterno sono spogli, quasi austeri; all’interno, al contrario, gli spazi erano progettati per il confort e spesso ricchissimi di decorazioni — un contrasto che il Gruppo Overland sperimenta direttamente dormendo in un tulou ristrutturato, nel cluster di Tianluokeng e Yuchang, sentendo sulla pelle quella logica di comunità e difesa che ha retto per sette secoli. Le strutture più elaborate risalgono al XVII e XVIII secolo, e i tulou restano tuttora abitati da intere famiglie che occupano verticalmente due o tre stanze per piano, mantenendo intatta la funzione originaria di villaggio-fortezza.

Cina Tulou hakka interno

Wuyishan: le gole dei nove meandri e la culla del neoconfucianesimo

Il Monte Wuyi, al confine tra Fujian e Jiangxi, è l’area più importante della Cina sud-orientale per la biodiversità, rifugio di specie vegetali antiche e in gran parte endemiche. Ma il suo valore non è solo naturalistico: lungo le gole spettacolari del fiume dei Nove Meandri (Jiuqu Xi) si affacciano decine di templi e monasteri, molti oggi in rovina, che dall’XI secolo furono il cuore pulsante della nascita del neoconfucianesimo — dottrina che avrebbe influenzato per secoli filosofia e governo in tutta l’Asia orientale. Non meno sorprendente è ciò che resta della città amministrativa Han costruita nel I secolo a.C. a Chengcun, poco distante: mura massicce racchiudono un sito archeologico di grande rilevanza, quasi ignorato dai flussi turistici concentrati sulle rocce e sul bambù del fiume. È un paesaggio dove la storia intellettuale cinese e la produzione del tè (proprio il tè Wuyi che arriva fino a Xiamei) convivono senza essersi mai spettacolarizzate per il turismo di massa: il Gruppo Overland vive entrambe le anime del monte, dalla salita al Picco Tianyou alla discesa in zattera di bambù, fino al Palazzo Wuyi, antico complesso taoista.

Cina Wuyishan

Quanzhou: il tempio buddista con colonne indù, e il museo delle religioni del mondo

Fondato nel 686 d.C., il Tempio Kaiyuan di Quanzhou occupa lo stesso luogo da oltre 1.300 anni. Le sue due pagode gemelle in pietra — le “Torri Gemelle delle Nuvole Viola” — furono completate nel 1237 e nel 1250: ogni pagoda, alta circa 45 metri, è decorata con ottanta rilievi a grandezza naturale di figure buddiste. Tra queste, sulla pagoda ovest, compare una scultura del Re Scimmia (Sun Wukong): un dettaglio che gli studiosi trovano straordinario, perché precede di quasi tre secoli e mezzo la pubblicazione del romanzo “Viaggio in Occidente” (1592) da cui il personaggio è reso celebre — segno che la leggenda circolava oralmente molto prima di diventare letteratura.

Ma la cosa più sorprendente si trova nella sala principale: due colonne di pietra verde, scolpite con dodici scene ciascuna raffiguranti Shiva, Brahma e Krishna. Sono i resti di un tempio indù abbandonato, costruito da mercanti tamil arrivati con i commerci marittimi durante la dinastia Yuan, e reimpiegate nella ricostruzione del tempio buddista nel 1637. Un tempio buddista con colonne indù al suo interno: la testimonianza fisica di quanto Quanzhou fosse, secoli fa, un crocevia di fedi e culture arrivate dal mare.

Non è un caso isolato: gli studi sul sincretismo religioso di Quanzhou descrivono l’intera città come un vero e proprio “museo delle religioni del mondo” diffuso nel tessuto urbano, e non concentrato in un unico edificio-simbolo. Nella città convivevano e convivono ancora oggi luoghi di culto buddisti, taoisti, islamici (con una delle moschee più antiche della Cina), cristiani nestoriani e manichei, frutto dei secoli in cui Quanzhou — l’antica Zayton descritta da Marco Polo — fu uno dei porti più cosmopoliti al mondo lungo la Via della Seta marittima. Questi luoghi restano frequentati dai devoti locali per i rituali quotidiani, non solo da visitatori esterni: è questa vita religiosa ancora attiva, più che la semplice conservazione dei monumenti, a spiegare perché Quanzhou mantenga un’atmosfera di autenticità spirituale che altri siti storici cinesi hanno perso.

C’è poi una storia meno nota, ma altrettanto significativa: durante la Rivoluzione Culturale, mentre altri luoghi di culto della città venivano distrutti, il Kaiyuan fu risparmiato e diventò rifugio per reperti salvati da templi confuciani e taoisti demoliti altrove — steli, cannoni Ming e Qing, persino il portale di pietra di un tempio confuciano scomparso. Oggi quei reperti fanno parte del complesso stesso, in un museo aperto nel 2001.

Cina Quanzhou 2

Il filo che lega questi quattro luoghi

Tulou, Wuyishan, Xiamen, Quanzhou: non sono tappe minori aggiunte per riempire un programma. Sono luoghi che sono rimasti autentici — un villaggio che lavora ancora il proprio tè, case-fortezza ancora abitate, montagne dove la filosofia cinese è nata prima di diventare meta turistica, un tempio che ha assorbito culture diverse invece di respingerle. È la logica dietro l’itinerario “Oltre la Grande Muraglia” del Gruppo Overland: tenere i grandi classici che nessun primo viaggio in Cina può saltare — la Muraglia di Simatai, l’Esercito di Terracotta di Xi’an, il Tempio Shaolin — e usarli come porta d’ingresso verso tutto questo.


Pronti a partire?

Parti con il Gruppo Overland “Oltre la Grande Muraglia” dal 9 aprile 2027, accompagnato dalla nostra Capo Spedizione Monica. Sconto iscrizione entro il 30 ottobre 2026.

Scopri il programma completo nella scheda dedicata al Gruppo Overland in Cina